Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

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La storia del CPA Firenze Sud comincia alla metà degli anni ’80; abitanti di Sorgane e di Gavinana tentano la via istituzionale per veder soddisfatti diritti primari, come quello alla socialità, al di fuori delle regole imposte dal mercato. Nel 1986 un gruppo di abitanti del quartiere di Gavinana inoltrò alle autorità competenti una petizione in cui si chiedeva l’apertura di un luogo in cui fosse possibile costruire “una reale e concreta alternativa all’emarginazione, all’eroina ed all’isolamento con cui consistenti settori sociali si trovano a fare i conti giornalmente”. Attività sociali, concerti, cinema e mensa popolare avrebbero dovuto funzionare coi criteri dell’autogestione.
Dopo alcuni anni di rapporti alterni e controversi con un Consiglio di Quartiere poco attento alle richieste avanzate da persone non collegate ad organizzazioni precostituite, nel febbraio del 1989 alcuni tra i promotori della petizione occuparono la ex scuola materna Grifeo, al numero 150 di via Villamagna. La scuola era inutilizzata da circa due anni, e da almeno altrettanto tempo si erano arenati i progetti per cambiarne la destinazione.
I lavori per rendere utilizzabili gli ambienti cominciarono subito, ed il 25 febbraio il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud aprì a tutti nella sua prima incarnazione.
Le prime realizzazioni sono orientate al superamento delle barriere generazionali ed alla lotta contro l’eroina; comincia ad affermarsi anche lo spirito internazionalista che connoterà negli anni a venire l’attività politica del CPAFiSud.
Mostrando fin da subito una capacità di comprensione ed una lungimiranza che caratterizzeranno le formazioni politiche sue eredi in tutti gli anni a venire, la Democrazia Cristiana del quartiere produce a marzo una scarna affissione in cui -ovviamente- condanna l’occupazione ed invoca “legalità” (ma che originalità, e da che pulpito…!). Alcuni dei manifesti furono coperti con la scritta a spray “CPA di qui all’eternità”; un auspicio azzeccato.

Il 1989 (I) – L’esperienza alla Grifeo
Fino alla fine di agosto del 1989 il Centro Popolare Firenze Sud tenne le proprie iniziative presso la ex scuola “Marco Grifeo”; poi…

Le attività del CPAFiSud -dibattiti, corsi di teatro, cineforum, la mensa popolare ed i primissimi concerti- furono ospitate dai locali della ex scuola materna fino al 28 agosto del 1989.
Durante i mesi dell’occupazione l’amministrazione comunale mette l’immobile occupato a disposizione di un’associazione per il sostegno ai disabili, rendendone possibile un utilizzo autenticamente sociale. Con una rapidità tanto lodevole quanto rivelatrice, l’inizio dei lavori di ristrutturazione, attesi tanto a lungo, viene fissato per il 28 agosto…
Gli occupanti, fedeli comunque ai propri principi e alla parola data, lasciano spontaneamente la Grifeo ed occupano per qualche ora il Centro Giovani di via Gran Bretagna.

Il 1989 (II) – Il CPAFiSud occupa la ex Longinotti
…all’inizio di settembre, finiamo su tutti i giornali con una di quelle occupazioni che fanno storia; il CPAFiSud avrebbe trovato sede per dodici anni nell’area occupata in precedenza dalla Longinotti Officine Meccaniche.

I capannoni e le palazzine della Officine Meccaniche Longinotti, trasferitasi l’attività produttiva a Sesto Fiorentino, in quei giorni del settembre 1989 si trovavano da circa cinque anni in condizioni di completo abbandono e di inutilizzo totale.
Gli attivisti del CPAFiSud vi penetrarono senza alcuna difficoltà ed iniziarono subito a ripulire e modificare alcuni degli ambienti in modo da renderli funzionali alle attività di cui si prospettava l’inizio. Nel corso degli anni il CPAFiSud si espanse fino ad utilizzare tutte le strutture megliio recuperabili all’interno dell’immensa “area dismessa”.
L’occupazione venne annunciata col volantino che segue. Si noti soprattutto che gli argomenti cui si fa cenno in esso -l’utilizzo delle aree dismesse, la lotta all’isolamento sociale ed alla speculazione- non hanno perso nulla della loro attualità, anzi.

L’AUTOGESTIONE E’ UN DIRITTO!

In data 16 9 89 abbiamo occupato l’ex area Longinotti in continuità con i 6 mesi di autogestione dell’ex scuola Grifeo.
Per combattere l’eroina, l’emarginazione, la disgregazione, la mancanza di prospettive per i giovani se non la disoccupazione e lavori supersfruttati, per riprendere in mano la nostra vita abbiamo bisogno di uno spazio, veramente “gestito dal basso”, aperto alle esigenze dei giovani, dei lavoratori, del quartiere e non solo.
Mentre gli amministratori comunali collocano un inceneritore mobile nel quartiere Novoli, contro la volontà degli abitanti, quali risposte dà il Comune alle nostre esigenze?
A cosa vuole destinare l’area ex Longinotti in cui stiamo costruendo il Centro Popolare Autogestito?
Forse intende farne una enorme Ipercoop che tra l’altro contribuirebbe ad un aumento del già caotico traffico?
E’ questo il metodo per risolvere il problema traffico, a cui è legato il problema inquinamento?
E’ questo il metodo per risolvere ed affrontare il problema dell’eroina e della disgregazione sociale?
Il Centro Popolare Autogestito chiede una risposta, chiede uno spazio e più in generale chiede che tutti gli spazi inutilizzati vengano messi a disposizione dell’aggregazione giovanile e della popolazione tutta, non alle speculazioni e agli interessi dei “padroni della città”.

- No alla minaccia di sgombero dell’area ex Longinotti
– Invitiamo tutti a sostenere l’esperienza del Centro Popolare Autogestito Fi-Sud
– 10 100 1000 Spazi sociali autogestiti.

Nei giorni che seguono l’occupazione arrivano svariati attestati di solidarietà, da parte di singoli e di organizzazioni…

Il 1989 (III) e la Mitica Numero Uno
Palazzine uffici, capannoni sterminati nel cui centro regna a qualsiasi ora del giorno il più perfetto silenzio nonostante il viale e le strade tutt’attorno, attrezzature da archeologia industriale, aree asfaltate, materiali: nel corso degli anni ogni cosa troverà un utilizzo sociale, politico, artistico.

L’occupazione iniziata con la palazzina si estende a macchia d’olio nel corso dei mesi e degli anni: servono spazi per suonare, per i concerti, per i libri, per la produzione e la conservazione di documenti, per la discussione, per cucinare e mangiare tutti insieme, e la stupefacente vastità dell’area occupata rende possibile pensare davvero in grande.
Nei primi tempi della nuova occupazione il CPAFiSud presenta già gran parte delle caratteristiche organizzative a tutt’oggi in essere, incassa il plauso degli attivisti politici della sinistra più o meno estrema ed inizia a tessere quella tela di contatti, di relazioni e di frequentazioni comuni che lo porteranno a diventare, tra le organizzazioni consimili, una tra le prime in Europa.

L’organizzazione del CPAFiSud si basa sull’assemblea del martedi, che nel giro di pochi mesi assurge al ruolo di organo unico di autogoverno detentore di tutti e tre i poteri con tanti saluti a Montesquieu; se il numero dei partecipanti, nel corso degli anni, è sempre variato – principalmente in funzione di eventi culturali, politici o sociali di tipo non routinario- la periodicità settimanale dell’incontro, preceduto solitamente dalla cena, non è mai venuta meno.
Le prime assemblee tracciano le linee guida degli scopi, del funzionamento e della politica del CPAFiSud, riassumendoli nello “statuto” qui presentato. Anche in questo caso, il documento prodotto è tanto efficace e ben definito da conservare senza problemi la propria attualità.
“…Il CPA non è un partito, né un’associazione, né un locale. Il CPA è uno spazio autogestito che vuole porsi contro le regole del mercato e del profitto, che impongono alle persone di avere solo il ruolo di consumatori. Il CPA è fatto dalla gente che vuole decidere in prima persona come spendere il proprio tempo e che vuole, partendo dai propri interessi e dalle proprie esperienze, sviluppare collettivamente momenti di svago, di informazione, di confronto, di iniziativa che non trovano spazio in altri posti. […] L’esperienza del CPA può andare avanti solo con il contributo di tutti; invitiamo quindi chiunque a partecipare alle iniziative del centro, e a proporle”.
La logistica, i restauri e i riadattamenti delle strutture vengono in linea generale e fin da subito condotti in modo da ridurre per quanto possibile gli eventuali problemi per il quartiere e per i cittadini in generale. Il fatto che il CPAFiSud sia un’area occupata non ha mai implicato l’automatica sospensione delle leggi fisiche, con particolare riguardo a quelle dell’acustica, o della normale correttezza nei rapporti tra persone. L’aver seguito simili linee di condotta non soltanto ha contribuito nei decenni al successo del CPAFiSud, ma ha tolto dalle manine dei benpensanti una delle poche armi -se non l’unica- cui possono far realistico ed immancabile ricorso nelle geremiadi che indirizzano a giornali e a politici di riferimento.
Il 19 settembre 1989, con una solerzia che col tempo non si è ancora imparato a destinare a miglior causa, la questione finisce coi suddetti toni nelle redazioni dei giornali. Riportiamo fedelissimamente la Mitica Numero Uno, la prima lettera di denigrazione ufficiale che siamo riusciti a rintracciare nei nostri archivi, con tanto di refusi e di -diciamo così- licenze di stile, perché costituisce ritratto fedele di certi casi umani. Sono passati quasi vent’anni ed il livello culturale -e spesso anche umano- di tanti detrattori del CPAFiSud è riuscito addirittura ad abbassarsi, impresa che poteva sembrare difficilissima viste le già agghiaccianti condizioni iniziali.
Chi volesse unirsi ad una schiera commiserabile e sparuta sì, ma capace di puntuali sussulti di vitalità in occasione di ogni tornata elettorale, potrebbe fotocopiare il documento qui sotto e spedirlo pari pari alla stessa redazione…

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Centro Popolare Autogestito Firenze Sud
Via Villamagna 27/a
Italy

Directions: 

bus: 8,23,31,32, 71,80 (fermata p.zza Gualfredotto) Uscita autostrada Firenze Sud, svincolo v.le Europa

Squat: 

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